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del cielo
Gli autogiri di nuova generazione, progettati e costruiti professionalmente, sono intrinsecamente più sicuri degli aerei ad ala fissa e degli elicotteri di dimensioni simili. Perché? Perché un girocottero può scendere verticalmente sotto il pieno controllo e atterrare in pochi metri di spazio, senza la complessità e i costi di un elicottero.
Un autogiro di nuova generazione offre sempre più opzioni in caso di emergenza rispetto a un velivolo ad ala fissa ed è meno probabile che si verifichi un guasto tecnico rispetto a un elicottero vista la sua costruzione più semplice.
L'autogiro più sicuro
Argon GTL e Argon Classic
L’autogiro è universalmente riconosciuto come il velivolo più sicuro, tuttavia, anche all’interno di questa tipologia di velivoli esistono delle differenze. ARGON è tra i Gyrocopter più sicuri al mondo e questo è dovuto alle sue eccezionali caratteristiche di progettazione e costruzione. Per meglio comprendere questo livello di sicurezza occorre porre l’attenzione su alcuni concetti quali TELAIO, PROGETTAZIONE, SEDILE, COCKPIT, MAST, CARRELLO, ABITABILITÀ, PASSO, ALTEZZA DA TERRA, VISIBILITÀ, VANO MOTORE e molto altro. Ogni singolo dettaglio presente su questo splendido velivolo è pensato per soddisfare i più alti requisiti di qualità, sicurezza e prestazioni. Ogni singola parte, bullone o elemento che compongono ARGON è costruita secondo logiche aeronautiche solitamente riservate a velivoli di livello superiore.
Il Gyrocopter ARGON si divide in 2 principali versioni che sono GTL e CLASSIC. Esistono poi ulteriori versioni, derivazioni ed allestimenti che consentono di personalizzare il velivolo in base alle proprie esigenze. Una delle differenze che si evidenziano a colpo d’occhio tra ARGON GTL e CLASSIC è la lunghezza del velivolo. GTL ha una lunghezza maggiore ed è pensato come un vero Grand Turismo. Il CLASSIC è più compatto ma sempre di dimensioni ed abitabilità superiori alla concorrenza.
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TELAIO
La maggior parte degli autogiri sono costruiti attorno a un telaio metallico, sul quale è montato tutto il resto, come lo erano le automobili fino agli ultimi anni. L’ARGON è diverso. Utilizzando le più recenti tecnologie in fibra di carbonio, la cabina dell’ARGON è un’opera d’arte di ingegneria. È costruito attorno a un guscio protettivo monoscocca leggero ma estremamente resistente, come un’auto di Formula Uno. Questo guscio fornisce sia un involucro protettivo indeformabile per l’equipaggio che consente di montare direttamente tutti gli altri componenti, senza il peso di un telaio o di un telaio strutturale aggiuntivo.
Questo garantisce un enorme grado di sicurezza per l’equipaggio in caso di qualsiasi tipo di incidente, perché la cabina è in grado di sopportare carichi che sono molte volte superiori all’accelerazione di gravità. La costruzione della fusoliera monoscocca significa che le forze vengono trasmesse attraverso la fusoliera invece che attraverso le aste e i tubi del telaio. ARGON è uno dei pochi girocotteri al mondo che utilizza la costruzione monoscocca ed è ora disponibile in fibra di carbonio, che offre resistenza senza precedenti e peso ridotto per sicurezza e prestazioni.

PROGETTAZIONE
Nel processo di progettazione, schizzi e disegni vengono trasferiti al software CAD (Computer Aided Design), che consente quindi un rendering preciso da qualsiasi angolazione e test delle prestazioni computazionali per verificare l’ergonomia della macchina e apportare miglioramenti rapidi ed economici, prima ancora che realizzazione di un prototipo. La cabina di ARGON è inoltre dotata di zone di deformazione controllata, proprio come un’auto moderna. La più importante è la parte anteriore della cabina, che in caso di collisione assorbe progressivamente l’energia per proteggere l’equipaggio. Un’altra importante zona di deformazione è la parete della paratia che separa la cabina di pilotaggio dal vano motore.
È una struttura accuratamente rinforzata con profili compositi. La cabina di ARGON è stata progettata pensando anche ai piloti di grandi dimensioni, consentendo anche a persone alte e larghe di sentirsi a proprio agio. Di conseguenza, l’ARGON offre migliore sicurezza, volume della cabina e comfort rispetto a qualsiasi altro autogiro della sua categoria.
Ergonomia e facilità d’uso, abbinate a soluzioni tecniche ultramoderne, sono al centro del progetto ARGON. Al tempo stesso, il progetto ARGON, ha un grande rispetto per la natura. Nel corso di milioni di anni, a partire dai dinosauri e prima, la natura ha sviluppato modi molto efficaci per fornire forza e agilità al minor peso e costo. L’ARGON prende questo concetto in prestito dalla natura attraverso caratteristiche di ispirazione biologica come le “nervature” di rinforzo nella cabina e l’uso di materiali “a nido d’ape”.



IL SEDILE
Un esempio è il sedile. Realizzato in composito di carbonio e Kevlar riempito di schiuma, questo design è in grado di salvare la nostra colonna vertebrale in un incidente. Allo stesso modo, proprio come un filo d’erba o un alberello giovane e flessibile potrebbero sopravvivere a una forte tempesta, mentre un albero vecchio e forte potrebbe fratturarsi e cadere, la natura ci insegna come fornire flessibilità alle strutture che cedono, anziché spezzarsi, sotto carico.
Ma la vera prova è il momento in cui la teoria incontra la pratica, a partire dalle prove di resistenza che fanno parte del nostro rigoroso iter di certificazione. ARGON viene testato dall’azienda costruttrice assieme all’Istituto di Aviazione dell’Università Tecnica di Varsavia. Uno studio completo sulla resistenza della cabina e dei componenti associati è stato condotto con successo. Ciò non solo ha confermato la forza attesa, ma, con sorpresa e gioia di tutti, ha superato le previsioni.
In conclusione, la cabina Argon è il risultato dell’esplorazione di tecnologie all’avanguardia attraverso centinaia di ore investite in analisi, test e verifica del concetto nella pratica, oltre 15 anni di ricerca e sviluppo. Guardando il progetto finito forse ora puoi apprezzare che praticamente nulla è stato lasciato al caso. Ogni singola parte è il risultato di molte ore investite nel progetto per ottenere la massima sicurezza, comfort e prestazioni al costo più efficiente.
Il Mast (l’albero) è una parte critica della struttura. Durante il processo di progettazione, gli ingegneri devono conciliare requisiti apparentemente contraddittori, fornendo resistenza senza sacrificare la flessibilità, sostenendo saldamente la cabina con la portanza dei rotori, consentendo al tempo stesso alle pale del rotore di girare liberamente e di essere angolate in beccheggio e rollio. L’albero deve essere molto robusto, perché da esso pende l’intera struttura del Girocottero, e allo stesso tempo deve esserci una zona di sicurezza per evitare gravi lesioni in caso di collisione inaspettata del rotore con un ostacolo.
Utilizzando criteri di progettazione chiave e prove di stress strutturale Manufaktura Lotnicza ha sviluppato un profilo in grado di conciliare questi compiti apparentemente contraddittori. Il design di ARGON è in grado di sopportare sollecitazioni di sovraccarico sul montante pari a diverse volte la forza di gravità. In caso di incidente grave, l’albero si stacca, separando così il rotore in rotazione dalla cabina ed evitando lesioni all’equipaggio.
Il telaio ha un design semplice, collega direttamente le ruote e la cabina, apparentemente niente di speciale. Ma in ogni grande design, le soluzioni più eleganti spesso appaiono semplici! In effetti, è il frutto di numerosi calcoli, test di resistenza e definizione delle priorità degli obiettivi per ottenere le migliori prestazioni attive e passive, fornendo un assorbimento uniforme degli urti su terreni accidentati. Il telaio offre allo stesso tempo una grande resistenza in caso di caduta o atterraggio pesante.
Il carrello dell’Argon è molto ampio, oltre 2,2 m, una distanza senza precedenti in altri autogiri. Questo è molto importante, perché fornisce un elevato grado di stabilità durante il rullaggio, il decollo e l’atterraggio, molto migliore rispetto agli autogiri più stretti. Inoltre, la forma dei montanti di atterraggio è leggermente angolata, per assorbire l’energia in caso di atterraggio duro e ridurre lo stress trasmesso alla cabina e all’equipaggio. La distanza molto ampia delle ruote del carrello principale contribuisce inoltre ad abbassare il baricentro dell’intero velivolo.
Comparazione
con altri velivoli
1. Molto più spazio in cabina
L’ARGON CLASSIC, sebbene sia il modello standard, ha una cabina più grande rispetto alla concorrenza. Il modello ARGON GTL ha 25 piedi cubi in più rispetto all’ARGON CLASSIC.
Quando vuoi andare in posti nuovi e fare diverse cose hai bisogno di spazio per i bagagli, per l’attrezzatura da campeggio, per il carico extra, per l’attrezzatura per la scansione o l’attrezzatura fotografica.
I modelli ARGON sono progettati per essere più funzionali, più utili e più capaci della concorrenza di autogiri che possono ospitare solo due passeggeri in una cabina e non molto di più.
2. Più spazio per le spalle
Una cabina più ampia, con più spazio tra i sedili, è un importante vantaggio in termini di comfort degli autogiri ARGON.
Tra i sedili c’è anche un bel bracciolo imbottito di grandi dimensioni.
Un vantaggio “nascosto” di questo spazio extra tra i sedili è che il tunnel centrale degli strumenti è molto più ampio. Ciò rende molto più facile accedere a tutti i cavi di controllo e ai fili dei sensori. Un vantaggio in più a livello di manutenzione ed assistenza.
3. Passo più ampio
Con un lungo rotore che gira in alto, c’è una forza elevata da gestire durante il rullaggio per il decollo e l’atterraggio.
Il passo molto più ampio degli autogiri ARGON ti offre una stabilità molto maggiore, soprattutto quando decolli e atterri su erba o campi accidentati.
Puoi rullare su terreni irregolari e fare curve senza dover fare troppa attenzione alla velocità al suolo.
4. Maggiore altezza da terra
Gli atterraggi sull’erba, i campi irregolari e accidentati non sono un problema per gli autogiri ARGON. Questi hanno più del doppio dell’altezza libera rispetto alla concorrenza, grazie al carrello di atterraggio più alto e anche grazie ai doppi bracci di coda che rimangono ben sollevati da terra. Nota che la concorrenza, che usa un singolo braccio di coda che si curva verso il basso sotto l’elica, non ha quasi nessuna altezza libera da terra.
Quel braccio di coda è molto più basso rispetto alla cabina e striscerà sul terreno se un campo non è abbastanza uniforme e liscio.
5. Doppio braccio di coda
Quando l’intero stabilizzatore orizzontale e i timoni di coda sono montati su un singolo tubo piegato, come fa la concorrenza, si verificano più vibrazioni. E’ stato montato sul singolo braccio di coda di altri autogiri una telecamera e sono state registrate le vibrazioni. Due bracci di coda dritti sono molto più resistenti e quasi privi di vibrazioni. Gli autogiri ARGON hanno stabilizzatori solidi come la roccia e hanno persino doppi timoni per un controllo più autorevole, reso possibile dall’uso di doppi bracci di coda.
6. Stabilizzatore orizzontale più ampio
Il punto debole dei primi autogiri era un problema di “power push over”; la spinta del motore faceva ribaltare l’aereo e scaricare il rotore, o portava a oscillazioni indotte dal pilota (porpoising) quando il pilota tirava indietro il rotore per compensare.
Sollevare la cabina, rispetto al motore, come hanno fatto alcuni produttori di autogiri, in modo che riceva la spinta della linea centrale è una soluzione che rende l’aereo alto e sgraziato. Quindi, la risposta migliore è aggiungere uno stabilizzatore orizzontale molto più grande per risolvere il problema del push-over.
Gli autogiri ARGON hanno uno stabilizzatore molto più ampio, per la massima stabilità. Nota che l’altezza di questo stabilizzatore è direttamente allineata con la linea centrale della spinta dell’elica, per massimizzarne l’efficacia. È la migliore soluzione sul mercato.
7. Visibilità molto maggiore
La gioia e l’utilità di un autogiro si manifestano nella possibilità di vedere l’ambiente circostante. Gli autogiri ARGON massimizzano la visibilità con un parabrezza anteriore molto più grande che si avvolge ai lati e con finestre sul pavimento anteriore, finestre sul tetto, visibilità estesa verso il basso nelle portiere e persino finestre dietro le portiere.
La possibilità di vedere la pista direttamente sotto, attraverso le finestre del pavimento, ha aiutato molti nuovi piloti a valutare molto meglio i loro atterraggi e a padroneggiare il velivolo ed il volo più rapidamente.
8. Vano motore
Questo è un vantaggio di compromesso che abbiamo imparato ad apprezzare molto. Il retro di ARGON è parzialmente aperto e a prima vista non sembra così aerodinamico come alcuni autogiri che sono completamente chiusi. Ma non è così, infatti l’area aperta elimina i problemi di accumulo di calore che hanno altri autogiri con il vano motore completamente chiuso. Gli autogiri che nascondono il motore, il turbo, i radiatori e i refrigeratori dell’olio, ecc. si rivelano un incubo quando si cerca di raggiungere i componenti per ispezionarli o ripararli. Con il design di ARGON, si possono vedere a colpo d’occhio i filtri del carburante e il flusso del carburante. È sorprendente quanto sia più facile regolare e fare manutenzione al motore perché c’è tanto spazio in più.
MOTORI ARGON
I motori di ARGON GTL e CLASSIC
Il più alto indicatore della sicurezza del nostro giroscopio sono i motori aeronautici certificati, prodotti in serie e di fabbrica del produttore di motori da oltre 100 anni – ROTAX.
